A PERDITA D’OCCHIO DOVE OSA LO SGUARDO – ANDREA CIRESOLA presentazione e performance ispirate al mio romanzo AVANZATO STATO DI COMPOSIZIONE

28 Marzo “A PERDITA D’OCCHIO” | “Dove osa lo sguardo”
Ospite il veronese Andrea Ciresola, il cui lavoro si concentra sull’Arte visiva contemporanea (pittura, scultura e disegno) e sulla scrittura (narrativa, racconti e poesia). L’artista presenterà il suo ultimo romanzo che ha come nucleo narrativo lo sguardo, inteso come strumento capace di cogliere realtà non a tutti evidenti.
Un viaggio accompagnato da opere multimediali, iperrealistiche e disegni. Questo evento del festival presenta l’arte visiva come un potente e irrinunciabile strumento narrativo.
Il Festival delle Arti Contemporanee, giunto alla sua VII edizione, si conferma come un importante e consolidato appuntamento artistico che propone, valorizza e supporta realtà contemporanee e programmi inediti.
Creato e voluto da Paola Fornasari Patti, Presidente della Kairòs, per riportare e portare al pubblico la musica del’900, il Festival si avvale per il terzo anno consecutivo della preziosa collaborazione della SIMC, Società Italiana Musica Contemporanea. La SIMC è una storica istituzione fondata nel 1923 da Alfredo Casella con l’obiettivo di rivitalizzare e dare riconoscimento internazionale alla musica contemporanea italiana. Lo scopo della SIMC nel corso degli anni è stato quello di mantenere un ruolo di primo piano nella cultura musicale contemporanea, attraverso l’organizzazione e realizzazione di festival nazionali e internazionali e la commissione di nuove opere a compositori di spicco come Dallapiccola, Petrassi e Berio.
Presidente della SIMC è il M° Andrea Mannucci, già Presidente del NED Ensemble e Co-direttore artistico del Festival delle Arti Contemporanee.
Questa edizione si propone di esplorare la possibilità dell’Arte come mezzo in grado di rappresentare, testimoniare e veicolare anche eventi di cronaca.
Il fil rouge di questa edizione avrà quindi come titolo “Riflessi di realtà”, incentrato sulla rappresentazione della vita senza filtri “bellezza”, utilizzando l’Arte come strumento di cronaca, verità, denuncia, sensibilizzazione e cambiamento.
L’Arte per antonomasia riesce a rendere visibile l’invisibile e ha, nelle sue corde, la capacità di cogliere le verità nascoste della nostra società. Nell’edizione del 2026 si vuole tendere un agguato agli aspetti che non sempre abbiamo il coraggio di vedere: le ingiustizie, i margini della nostra società, la vertigine degli orrori con le sue incongruenze e incompatibilità rispetto alla convivenza civile.
Proprio in questi territori, l’Arte è un veicolo di sensibilizzazione e riflessione, perché la libertà con cui si muove riesce a riflettere ciò che non sempre luccica e brilla, e può evidenziare gli aspetti oscuri ed emarginanti.
Prosa, arte visiva e musica accompagneranno il pubblico in un viaggio scomodo ma autentico, in cui ogni evento manifesta un modo di rappresentare la realtà senza abbellire ciò che descrive, cercando di svelarne la voce.

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