INAUGURAZIONE MOSTRA MANLIO VILLORESI E MIMMO DABBRESCIA – Museo della Scienza e della Tecnologia Milano, 3 ottobre 2025

“LO SGUARDO DENTRO, LO SGUARDO FUORI, LO SGUARDO DOVE?” MANLIO VILLORESI E MIMMO DABBRESCIA, mostra curata da Andrea Ciresola e Carola Annoni

Lo sguardo dentro, lo sguardo fuori…lo sguardo dove?” è il titolo di una sorprendente mostra dedicata a Manlio Villoresi e a Mimmo Dabbrescia. Ottanta opere dei due grandi fotografi saranno esposte al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia (ingresso da Via Olona 6) dal 4 ottobre al 26 ottobre 2025.

Curatori della mostra sono Andrea Ciresola, restauratore di beni culturali, artista, scrittore e blogger e Carola Annoni di Gussola esperta e consulente d’arte della Fondazione Villoresi Poggi. La postfazione del catalogo “Manlio e Mimmo, convergenze parallele” è firmata da Giovanna Calvenzi, giornalista e photo editor. Organizzatrice della mostra è la Fondazione Villoresi Poggi con il supporto di Musei in Comune di Roma, Museo di Roma e Art D2 modern and contemporary art.

Mimmo (Domenico) Dabbrescia, pugliese di Barletta, dove è nato nel 1938, milanese di adozione, inizia la sua carriera con Fedele Toscani (padre di Oliviero Toscani) e vanta il primato di essere stato il più giovane fotogiornalista assunto al Corriere della Sera, lì chiamato da Dino Buzzati e da Alfredo Pigna. Ha lavorato anche per la Domenica del Corriere e per la nascente Amica, per poi aprire una sua agenzia fotografica. Ha girato il mondo realizzando reportages dagli Stati Uniti all’Urss al Canada. Negli anni Sessanta e Settanta ritrae i Beatles, Joe Cocker, Clint Eastwood, Liz Taylor e Richard Burton, ma anche Eugenio Montale e Dino Buzzati. Ha pubblicato diversi libri fotografici con personaggi del calibro di Dalì, Guttuso, De Chirico, Baj, Music, Hartung, Migneco, Dova, Sassu e Salvatore Fiume. A metà degli anni Settanta fonda con Bruna Coradini la casa editrice Edizioni Brixia e la rivista Prospettive d’arte, specializzata in arte, cultura e fotografia, che dirigerà per quasi venti anni.

Manlio Villoresi (1891-1976), dopo l’apprendistato a Città di Castello (PG) nello studio di fotografo del padre, si trasferisce a Roma dove apre il suo studio e si fa presto conoscere, diventando il fotografo prescelto dagli artisti e dai protagonisti della buona società romana. Tra gli anni 1920 e 1940, nel suo studio (prima in piazza Barberini 12, poi in via Vittorio Veneto 96) sono transitate personalità della cultura, attori cinematografici, musicisti e cantanti lirici, ma anche esponenti dell’aristocrazia, protagonisti dello sport e della politica. Nel 1925 Manlio fu nominato da Vittorio Emanuele III Cavaliere Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia e dieci anni dopo Commendatore. Alla sua morte lascia una collezione di 1570 lastre di vetro alla gelatina bromuro d’argento, formato 13×18, all’Archivio fotografico del Museo di Roma.

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